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parestesia arti inferioriIl significato di parestesia degli arti inferiori in termini medici si può tradurre come formicolio localizzato, che provoca una sensazione molto simile a quella della puntura di spilli associato a un senso di bruciore o addormentamento della parte interessata.

Nella maggior parte dei casi questo disturbo, che si configura in realtà come un sintomo, scompare spontaneamente entro pochi minuti e senza lasciare strascichi di alcun tipo.

La parestesia agli arti inferiori è una delle forme d’intorpidimento più comuni e avviene a seguito dell’assunzione di una postura per un certo lasso di tempo che impedisce una normale circolazione sanguigna.

Tutto questo non deve destare preoccupazione se avviene occasionalmente e se provoca una parestesia bilaterale o degli arti inferiori e superiori.

Il formicolio potrebbe essere descritto anche come un’alterazione della sensibilità che impedisce temporaneamente la funzionalità delle gambe.

Il fastidio, infatti, perdura per qualche minuto, fino a quando non si ristabilisce la consueta vascolarizzazione. In questa fase che dura poco si può anche percepire un forte dolore al tatto, scosse e l’impressione di non “sentire” più l’arto.

Disestesia e ipoestesia

Il termine disestesia è poco noto ma è fortemente correlato alla sgradevole sensazione che si prova quanto si innesca una parestesia.

Si tratta di una risposta anomala del sistema nervoso centrale e periferico, anche a seguito di lesioni, che si manifesta sulla cute e al tatto con scosse, formicolii, prurito e una sorta di bruciore.

La disestesia è considerata una vera e propria sindrome in quanto è invalidante per il paziente che ne è affetto. Al tatto, infatti, reagisce con dolore e fastidio, non essendo in grado di controllare questa reazione involontaria, che interessa sia gli arti inferiori che altre zone del corpo come il capo o il viso.

Un’altra forma di disestesia è quella della sindrome dell’arto fantasma, dove la persona ha la sgradevole sensazione di non percepire più la sensibilità di gambe, braccia, mani o piedi. Le cause sono del tutto simili a quelli della più generica parestesia, alle quali spesso si associano depressione e ansia.

L’ipoestesia è, invece, una ridotta sensibilità agli stimoli tattili, ma anche al caldo e al freddo. Chi ne soffre manifesta anche debolezza muscolare (ipostenia) e torpore che possono essere momentanei o permanenti.

La causa dell’ipoestesia è spesso un danno al sistema nervoso centrale, provocato da un trauma o da patologie, quali l’ictus, l’emorragia cerebrale, l’aneurisma e l’ischemia. Si può manifestare anche in quei pazienti che hanno contratto l’herpes zoster, comunemente noto con il nome di Fuoco di Sant’Antonio, e la sclerosi multipla.

Cause della parestesia agli arti inferiori

Oltre alla causa più comune, che è quella di una postura errata, ce ne sono altre che si riferiscono a vere e proprie patologie riconducibili a neuropatie periferiche di cui è un sintomo.

Al di la delle neuropatie ci sono anche altre patologie dietro il formicolio che si ripete e che non passa dopo qualche minuto, come accade di solito.

In alcuni casi, infatti, può interessare entrambe le gambe e impedire di muoversi liberamente. Altre cause che si aggiungono sono le carenze vitaminiche, come accade con il deficit della vitamina B12, l’anemia sideropenica e le malattie autoimmuni, l’ernia del disco, le embolie, gli ictus, l’herpes (Simplex e Zoster), fino alla sindrome delle gambe senza riposo e alla sclerosi multipla.

Una parestesia agli arti inferiori potrebbe essere causata anche dal diabete di tipo I e dalla malattia arteriosa, che non permette il giusto apporto di sangue fino ai vasi periferici.

Nel caso si tratti dei sintomi di una neuropatia periferica significa che uno o più nervi del midollo spinale manifestano una disfunzione, che può essere provocata da compressione, schiacciamento o trauma. Le conseguenze si ripercuotono appunto sulla sensibilità degli arti inferiori e superiori. La stessa neuropatia potrebbe essere determinata da insufficienza renale, alcolismo, amiloidosi e avvelenamento da piombo.

La compromissione di uno dei nervi lungo la colonna vertebrale, in particolare del tratto lombo-sacrale, può associarsi ad altri disturbi come prurito, mal di schiena e dolore alle gambe.

Nel caso di ernia del disco il formicolio è uno dei sintomi che si considerano indicativi dell’imminente insorgenza di questa patologia, sulla quale spesso bisogna intervenire chirurgicamente. Nei casi più gravi il formicolio si estende, così come il dolore, a entrambe le gambe divenendo continuo e interessando anche i glutei.

Inoltre, nelle infezioni erpetiche la parestesia è un sintomo precursore dell’eruzione cutanea, che interessa inizialmente addome e schiena e che può diventare assai doloroso, con bruciore e prurito, se non contrastato con un’adeguata cura farmacologica. La parestesia in questo caso scompare con l’esordio del dolore, dei brividi con febbre, del mal di stomaco e del malessere generalizzato, che sono tipici di questa malattia infiammatoria.

Nei casi di vascolopatia il formicolio alle gambe è dovuto all’insufficiente irrorazione sanguigna, che determina un’anomala risposta sensoriale.

Ciò avviene nei casi di aterosclerosi in cui le arterie possono essere in parte ostruite dalle placche che di staccano dalle pareti e viaggiano lungo tutto il sistema circolatorio.

Un danno vascolare può portare a parestesia permanente, come nel caso di un ictus, dove non solo si perde in tutto o in parte la sensibilità, ma si può cadere in un torpore che interessa sia le gambe che le braccia. La zona interessata del corpo dipende sempre dall’estensione dell’attacco ischemico e dalla parte del cervello che è stata colpita.

Nei casi meno gravi la parestesia agli arti superiori e inferiori scompare con il riassorbimento dell’emorragia cerebrale, mentre in quelli più gravi può essere non reversibile.

La parestesia che perdura può anche essere l’avvisaglia della possibile presenza di un’embolia gassosa o dovuta a un coagulo. Per tale motivo, coloro che sanno di soffrire di cardiopatie, pressione alta, ipercolesterolemia e diabete, dovrebbero subito chiedere un consulto medico.

Nella sindrome delle gambe senza riposo il formicolio è un sintomo che si presenta in particolare di notte e con maggiore frequenza nel periodo della gravidanza.

Chi è affetto da questo disturbo trova ristoro al dolore e anche al formicolio muovendo le gambe ed è per questo che passa notti insonni.

Come diagnosticare la parestesia degli arti inferiori

La diagnosi della parestesia degli arti inferiori di tipo patologico si rende necessaria quando il disturbo si presenta in modo frequente e continuativo.

Prima di eventuali esami strumentali la diagnosi preliminare avviene attraverso quelli del sangue. L’indagine è rivolta alla ricerca di deficit vitaminici del gruppo B e in particolare della vitamina B12.

Quest’ultima è necessaria per una serie di funzioni dell’organismo in quanto precursore del ferro e della formazione dell’emoglobina nel sangue, quindi anche del trasporto dell’ossigeno verso i vari tessuti.

Una carenza quindi può determinare non solo anemia, ma concorrere all’insufficienza respiratoria. La parestesia per uno scarso apporto di vitamina B12 può comparire come segno predittivo di una neuropatia periferica. Il perdurare di un tale stato può anche portare ad avere problemi neurologici, di deambulazione, di percezione mentale.

È importante risollevare e normalizzare i valori di vitamina B12 per non provocare un danno permanente ai nervi. Lo si può fare con l’alimentazione e cibi che ne sono ricchi come fegato, carne, uova, formaggi, ma anche con gli integratori consigliati dal proprio medico curante.

Con le analisi del sangue si controllano anche gli elettroliti e si esegue un test completo dell’emocromo, fino alla verifica della presenza di un’intossicazione da piombo o di squilibri ormonali.

Uno degli esami che spesso vengono eseguiti è l’elettromiografia associata al test per la conduzione nervosa, in modo da verificare la risposta a degli stimoli tramite elettrodi. L’esame si svolge in ambiente ambulatoriale e dura circa 20 minuti.

Nel caso si trovassero anomalie con queste indagini preliminari, si procede con gli esami di diagnostica per immagini (TAC della colonna vertebrale e del cervello), alla ricerca di eventuali eventi ischemici, ictus, embolie e trombosi. A questi si aggiunge un angiogramma, un eventuale eco color doppler e/o una radiografia delle gambe, seguita da un’ecografia delle grandi arterie del collo.

Nel sospetto di un danno al Sistema Nervoso Centrale si può anche eseguire l’analisi del liquor con una puntura lombare, il cui esame è detto rachicentesi.

Cure e rimedi per la parestesia alle gambe

Nei casi di comune parestesia alle gambe per postura scorretta, basta cambiare posizione e lasciare che il sangue circoli normalmente. Ci vorranno pochi minuti per favorire nuovamente la consueta vascolarizzazione, anche camminando e risolvendo il problema.

Tra i rimedi che si possono mettere in atto nei casi più seri, ci sono una dieta sana e di tipo preventivo rispetto alle dislipidemie (diabete, colesterolo e trigliceridi alti). A questo si aggiunge un controllo serrato dei livelli di glicemia e il rispetto della cura farmacologica e della dieta specie per i diabetici.

Per favorire una buona circolazione sanguigna e prevenire malattie cardiovascolari è importante anche svolgere una regolare attività fisica, almeno 3 volte a settimana per 30 minuti consecutivi. Lo sport può essere di grande aiuto nel caso delle neuropatie.

Talvolta le parestesie possono essere anche provocate dal sovrappeso e dall’obesità, che costringe le gambe a reggere un peso eccessivo rispetto alla struttura ossea. A tale proposito potrà essere utile perdere peso.

Bisogna eliminare l’eccesso di alcool, il fumo e condurre una vita sana e che non porti stress. È raro, ma la parestesia alle gambe può essere determinata anche da intensi carichi di stress e ansia correlata.

Per i casi più seri la parestesia si può curare con terapie farmacologiche a base di cortisone, con applicazioni topiche e con le immunoglobuline.