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	<title>Neuropatia Archivi | NeuraVite</title>
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	<description>La prossima generazione nella gestione della neuropatia.</description>
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	<title>Neuropatia Archivi | NeuraVite</title>
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	<item>
		<title>Bruciore alle mani</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/bruciore-alle-mani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>Prima di scoprire da cosa può essere causato il <strong>bruciore alle mani, </strong>bisogna capire che le mani sono la parte del corpo che usiamo di più per interagire con l&#8217;ambiente intorno a noi, infatti in qualunque azione svolta durante la giornata le mani sono protagoniste.</p>
<p>Le nostre mani sono sottoposte a frequenti sollecitazioni che con il tempo possono provocare conseguenze fastidiose come soffrire di bruciore, dolore, formicolio, intorpidimento, etc.</p>
<p>Questi sintomi possono essere passeggeri ma anche ricorrenti, fino a diventare a volta cronici e trasformarsi in segnali di numerose condizioni patologiche e non patologiche più o meno gravi, quindi da non trascurare.</p>
<h2>La manifestazione del bruciore</h2>
<p>Il <strong>bruciore alle mani</strong> può arrivare all&#8217;improvviso oppure iniziare lievemente e progredire fino a diventare cronico.<br />
Un fastidio che può colpire a qualsiasi fascia d&#8217;età anche se più frequente nelle persone anziane e nelle persone che usano tanto le mani per lavoro.</p>
<p><strong>Bruciore, dolori, parestesie</strong> e tutti gli altri sintomi che possono colpire in genere tutto il sistema nervoso periferico, possono essere:</p>
<ul>
<li>localizzati ad una mano o una parte di essa;</li>
<li>presentarsi in modo simmetrico colpendo quindi entrambi le parti del corpo (ad esempio<br />
entrambe le mani allo stesso modo).</li>
</ul>
<p>Spesso i fastidi si accentuano di notte e nei casi più gravi sono addirittura invalidante.</p>
<h2>Il bruciore alle mani: neuropatia periferica o condizione non patologica</h2>
<p>Il bruciore può essere causato quindi da molteplici cause. Con una posizione scorretta degli <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-arti-superiori/">arti superiori</a> può capitare una parestesia alla mano, cioè una riduzione della sensibilità, con sensazione di formicolio, della parte del corpo dovuta alla compressione e costrizione dei vasi sanguigni.</p>
<p>In questo caso basta riassumere la posizione corretta dell&#8217;arto e dopo pochi istanti la sensibilità della mano torna alla normalità.<br />
Altro caso di sensazione di <strong>bruciore alle mani</strong> è quello dovuto al freddo che, restringendo i vasi sanguigni periferici, provoca un repentino raffreddamento dei tessuti portando a una sensazione di dolore e bruciore.</p>
<p>Inoltre il veloce riscaldamento della mano fredda può far insorgere geloni sulle mani con conseguente causa di bruciore.<br />
Queste sono alcune cause non patologiche che possono provocare il senso di <strong>bruciore alle mani</strong>.</p>
<p>Ma a volte il bruciore, come altri sintomi tipo dolore e formicolio, possono essere il segnale di neuropatie periferiche.</p>
<h3>Cause non patologiche</h3>
<p>Altre cause non patologiche del <strong>bruciore alle mani</strong>, oltre a posizioni scorrette e sbalzi termici, possono essere:</p>
<ul>
<li>sbalzi ormonali particolarmente frequenti durante gravidanza, allattamento e menopausa;</li>
<li>eccessivo utilizzo, come nel caso di determinati lavori che richiedono un uso continuo e ripetitivo delle mani.</li>
</ul>
<p>Le cause non patologiche sono quelle che provocano nella maggioranza dei casi anche dolori.</p>
<h3>Cause patologiche</h3>
<p>Nei casi più frequenti il <strong>bruciore alle mani e gli altri fastidi</strong>, sono dovuti a condizioni patologiche che causano una malattia che provoca il danneggiamento o il mal funzionamento dei nervi del <strong>sistema nervoso periferico</strong>.</p>
<p>Le <strong>neuropatie periferiche</strong> possono essere classificate secondo diversi punti di vista, ma principalmente in:</p>
<ul>
<li>neuropatie acquisite, perché provocate da altre malattie;</li>
<li>neuropatie ereditarie;</li>
<li>neuropatie idiopatiche, quando non si riesce ad individuare la causa.</li>
</ul>
<p>Numerose sono le condizioni patologiche che provocano <strong>neuropatie al sistema nervoso periferico delle mani</strong>. vediamo le più frequenti.</p>
<h2>Il diabete e altre malattie sistemiche</h2>
<p>La presenza eccessiva di zuccheri nel sangue provoca alterazioni muscolo scheletriche e danneggiamento dei nervi periferici che causano oltre al bruciore soprattutto gonfiore e dolore alle mani.<br />
Stessa conseguenza si può avere in caso di altre malattie sistemiche come insufficienza renale cronica e alterazioni endocrine.</p>
<h3>Sclerosi multipla</h3>
<p>Una patologia neurodegenerativa con la perdita della sostanza che riveste le fibre nervose (mielina) che causa il mal funzionamento degli impulsi nervosi. Provoca bruciore, intorpidimento, dolore e difficoltà motorie.</p>
<h3>Artrosi</h3>
<p>Una malattia <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-degenerativa/">degenerativa</a> che provoca l&#8217;assottigliamento delle cartilagini che ricoprono le articolazioni, provocando irrigidimento, sensazioni di formicolio frequente fino a vere e proprie difficoltà motorie.</p>
<p>Dolore e bruciore sono solitamente localizzati, ma tali sensazioni alle mani posso partire anche da artrosi in altre regioni come quella cervicale da cui parte la ramificazione nervosa verso le <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-braccio/">braccia</a>.</p>
<h3>Artrite</h3>
<p>Una condizione che provoca infiammazione delle articolazioni della mano portando ad arrossamento, bruciore, gonfiore, rigidità delle articolazioni in particolare nelle dita, crampi.</p>
<p>Le cause delle infiammazioni articolari possono essere molte, tra cui c&#8217;è anche una patologia autoimmune (artrite reumatoide) che causa un attacco anomalo degli anticorpi alle articolazioni infiammandole.</p>
<p>L&#8217;artrite reumatoide è una patologia degenerativa progressiva che porta alla deformazione delle ossa della mano e delle dita provocando forti dolori e la sensazione di &#8220;spilli&#8221; nella pelle che rendono invalidante il soggetto colpito.</p>
<h3>Tumori e farmaci antitumorali</h3>
<p>Le cellule tumorali possono attaccare le cellule nervose provocando neuropatie a volte croniche.<br />
Inoltre anche la <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-periferica-da-chemioterapia/">chemioterapia</a> usata per le cure anti-tumorali e non solo, provoca neuropatie soprattutto a mani e piedi con perdità di sensibilità, sensazione di gonfiore dei palmi, e bruciore leggero.</p>
<h3>Dermatite atopica</h3>
<p>La dermatite atopica è un infezione della pelle. Può colpire le mani in qual caso provoca un forte pizzicore con conseguenti bruciori per gli eritemi a chiazze che si formano sulle mani, in particolare sul palmo e il dorso.</p>
<h3>Deficit nutrizionali</h3>
<p>Neuropatie che provocano bruciore, parestesie,e altri sintomi, sono provocate per deficit di vitamine E, B1, B6 e soprattutto B12.<br />
Quest&#8217;ultima è il nutrimento base delle cellule nervose e una sua carenza nell&#8217;organismo porta al danneggiamento del sistema nervoso periferico in modo simmetrico (polineuropatia).<br />
Anche eccessi di vitamina B6 possono provocare neuropatie con conseguente sensazione di bruciore agli arti.</p>
<h3>Traumi o compressioni</h3>
<p>Traumi esterni o compressioni di nervi (come nel caso del tunnel carpale e sciatica) provocano diversi fastidi agli arti sia superiori che inferiori, anche se la patologia è distante dalla mano o dal piede.</p>
<p>La compressione dei nervi porta ad un irrigidimento e perdita di sensibilità che fanno molto male.</p>
<p>Infine anche l&#8217;esposizione a sostanze tossiche può provocare un forte bruciore alle mani con altre conseguenze relative al tipo di aggressione che attua la sostanza.</p>
<h2>Diagnosi e trattamento</h2>
<p>Il <strong>bruciore alle mani</strong> è un sintomo di un&#8217;altra patologia. Quindi innanzi tutto va individuata la patologia che lo provoca.<br />
Per definire un eventuale trattamento per risolvere o limitare il problema, va fatta un&#8217;attenta analisi su:</p>
<ul>
<li>i sintomi congiunti al bruciore e altri segni che l&#8217;organismo può mandare;</li>
<li>ricognizione delle malattie pregresse e di quelle in corso;</li>
<li>consulto di diversi specialisti in quanto le patologie abbracciano vari settori<br />
della medicina, quindi per avere una quadro più chiaro vanno consultati almeno un neurologo e un ortopedico;</li>
<li>esami diagnostici richiesti per verificare la presenza di infiammazioni, patologie autoimmuni, problemi articolari e per la valutazione dello stato delle fibre nervose.</li>
</ul>
<p>Individuata la patologia che provoca i sintomi, tipo il bruciore alle mani, si può provare ad eliminare la causa della neuropatia periferica alle mani attraverso terapie adatte e quindi i fastidi spariranno.</p>
<p>In alcuni casi, con patologie più gravi, il medico prescriverà terapie adatte alla riduzione dei sintomi.</p>
<p>Infine esistono molti prodotti naturali, omeopatici e farmaceutici che possono intervenire su sintomi come il bruciore alle mani, ma restano dei palliativi che non risolvono il problema alla radice.</p>
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		<title>Cambiare Le Proprie Abitudini (dall&#8217;interno)</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/cambiare-le-proprie-abitudini-dallinterno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>Vuoi conoscere un nuovo metodo per cambiare le proprie abitudini?</p>
<p>Sapevi che noi essere umani abbiamo due motori a disposizione per <strong>raggiungere un cambiamento</strong>?</p>
<p>Uno è <strong>esterno</strong>. Favorisce cambiamenti incoraggiati o addirittura imposti da circostanze esterne. L’altro è <strong>interno</strong>. Questo agisce sui cambiamenti che scegliamo consapevolmente per migliorare noi stessi</p>
<h2>Gli psicologi</h2>
<p>Gli psicologi ci dicono che, sebbene entrambi possano essere efficaci, i cambiamenti derivati da una <strong>scelta consapevole e volontaria</strong> perdurino, poiché dettati da un’abitudine ripetuta e radicata nella nostra vita, indotta da comportamenti auto selezionati.</p>
<p>È come se aspettiamo di accantonare le abitudini esterne, non appena nessuno ci guardi.</p>
<p>Il principio di un <strong>cambiamento duraturo</strong> è universale. Può essere applicato a quasi tutte le abitudini della nostra vita. Se si decide personalmente e sinceramente di cambiare,<strong> la strada per il successo</strong> è tutta in discesa.</p>
<p>Se il tuo dottore ti dice: “Devi camminare ogni giorno!”, forse lo farai, ma probabilmente sarà solo temporaneo e non otterrai nessun risultato!</p>
<h2>Le abitudini</h2>
<p>Tutti noi abbiamo purtroppo abitudini e comportamenti che, nel profondo del nostro cuore, sappiamo essere inutili o deleteri. <strong>Come possiamo raggiungere quei cambiamenti reali</strong> e duraturi che, nel profondo di noi stessi, desideriamo ardentemente? Che sappiamo essere la scelta migliore? Come è possibile, realmente, cambiare le proprie abitudini</p>
<h3>Il Consiglio</h3>
<p>Una <strong>pratica raccomandata</strong> a tal fine è immaginare di eseguire questo comportamento e, nella propria mente, abbellirlo con immagini piacevoli.</p>
<p>Ad esempio: immaginiamo di camminare ogni giorno, ma immaginiamo di farlo lungo un bellissimo sentiero con il nostro compagno preferito, aggiungendo suoni e odori piacevoli. L’immagine mentale, se ripetuta, può essere un forte rinforzo verso l’azione desiderata</p>
<p><strong>La scienza mostra</strong> come il nostro cervello non è in grado di distinguere realmente la differenza tra le azioni reali e quelle immaginate, nelle emozioni che creano.</p>
<h2>Esercizio</h2>
<p><strong>Prova a fare quest’esercizio</strong>: chiudi gli occhi e immagina per qualche istante di dare un corposo assegno al tuo ente di beneficenza preferito…Ti senti bene vero? Questo è il nostro cervello che rinforza i nostri desideri più profondi…anche se è solo immaginazione.</p>
<p>Il nostro cervello rilascia <strong>&#8220;sostanze chimiche felici&#8221;</strong> per rafforzare queste azioni. La motivazione interna può portare a comportamenti più duraturi.</p>
<p><strong>Ti proponiamo una sfida “felice”.</strong><br />
Scegli una buona abitudine che finora non hai raggiunto. Prova il gioco dell&#8217;immaginazione ogni giorno per una settimana, subito prima dell&#8217;attività. Guarda fino a che punto puoi arrivare.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.neuravite.it/">Scopri Neuravite</a></p>
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		<title>Neuropatia diabetica</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/neuropatia-diabetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La neuropatia diabetica, come si può evincere dal nome, è una complicanza esclusiva del diabete (malattia cronica ed evolutiva, in cui si constata un aumento della glicemia e l&#8217;assenza dell&#8217;insulina...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11964" src="http://www.neuravite.it/wp-content/uploads/2017/11/Neuropatia-diabetica-300x229.jpg" alt="Neuropatia diabetica" width="300" height="229" />La <strong>neuropatia diabetica</strong>, come si può evincere dal nome, è una complicanza esclusiva del diabete (malattia <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-cronica/">cronica</a> ed evolutiva, in cui si constata un aumento della glicemia e l&#8217;assenza dell&#8217;insulina nell&#8217;organismo). Può interessare sia il sistema nervoso periferico sia il sistema nervoso autonomo. Ciò avviene perché la neuropatia diabetica può colpire uno o più nervi.</p>
<p>Generalmente questa patologia colpisce le porzioni più periferiche dei nervi e quindi lede le estremità degli arti. Può causare riduzione della forza muscolare, insensibilità termica e/o tattile, crampi, riduzione dei riflessi e in casi estremi le amputazioni degli arti.</p>
<p>Difficile è diagnosticare la <strong>neuropatia diabetica</strong> ai danni del sistema nervoso autonomo. Ciò avviene perché i sintomi come il vomito, la diarrea o la stipsi, la ritenzione o l&#8217;incontinenza urinaria, sono spesso ricondotti ad altre cause e/o patologie. Questi sintomi sono spesso latenti o si manifestano in maniera leggera per anni così da non destare particolari preoccupazioni, sia nel paziente che nel medico.</p>
<p>In ogni caso, sia che la neuropatia diabetica colpisca il sistema nervoso periferico sia che attacchi il sistema nervoso autonomo, difficilmente verrà fatta una diagnosi tempestiva per via della sintomatologia così generica, il che induce ad avere maggiori complicazioni al momento della prognosi.</p>
<p>Bisogna dire che la gravità della patologia può provocare sia disturbi molto lievi che danni gravissimi per la vita del paziente.</p>
<h2>Cause della Neuropatia Diabetica</h2>
<p>La neuropatia diabetica può essere considerata una conseguenza di malattie e/o traumi o può più semplicemente essere ereditaria. In ogni caso tutti gli studi effettuati fino ad oggi non hanno rivelato la causa specifica dell&#8217;insorgenza di questa malattia.</p>
<h3>Traumi</h3>
<p>Le lesioni o traumi improvvisi causati da cadute, incidenti, attività sportive (estreme e non), attività abitudinarie che prevedono sforzi o posizioni poco corrette, possono danneggiare i nervi. Questi di conseguenza diventano ipereccitabili e cambiano la loro forma e funzione, provocando quindi un diverso funzionamento del midollo spinale.</p>
<p>Il midollo invia i messaggi al cervello che a sua volta ha subito modifiche similari per adattarsi ai nuovi input. Si deduce che c&#8217;è un malfunzionamento del sistema del nostro organismo che si occupa in particolare di ricezione, di trasmissione e di interpretazione degli stimoli avvertiti.</p>
<p>Ripetute sollecitazioni fisiche inducono a neuropatie da intrappolamento, cioè una forma di lesione <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-da-compressione/">da compressione</a>. In genere quando lo stesso gruppo di articolazioni ripete attività innaturali per lunghi periodi, si corre il rischio di causare l&#8217;infiammazione e gonfiore dei tendini e muscoli, restringendo così il campo d&#8217;azione attraversato dai nervi.</p>
<h3>Malattie</h3>
<p>Il diabete, come detto, è la causa principale della neuropatia diabetica. Questa malattia provoca negli ammalati danni nervosi che possono presentarsi con svariati sintomi. Possono, ad esempio, sopraggiungere disturbi metabolici che a causa degli squilibri chimici causano le neuropatie. Considerata l&#8217;alterazione riconducibile al diabete del flusso sanguigno destinato ai nervi, si rischia di andare incontro a varie forme di vasculite danneggiando così i nervi in più aree.</p>
<p>Vi sono disturbi <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatie-autoimmuni/">autoimmuni</a> che creano lesioni nervose, ciò è dovuto ad una disfunzione del sistema immunitario che attacca il proprio organismo. Questo tipo di lesione può infiammare il tessuto intorno al nervo favorendo l&#8217;irritazione delle fibre nervose. Se si infiammano i tessuti intorno a un nervo, l’infiammazione può diffondersi direttamente abbastanza velocemente alle fibre nervose.</p>
<p>Anche i disturbi renali possono causare neuropatie, i tessuti nervosi, infatti, possono essere danneggiati dagli accumuli di sostanze tossiche presenti nel sangue determinati dall&#8217;insufficienza renale.</p>
<p>Non è da sottovalutare il cancro, che può svilupparsi in modo diretto nelle cellule nervose danneggiando così i tessuti nervosi. Anche la cura che si effettua può provocare grossi danni considerando che sia la <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-periferica-da-chemioterapia/">chemioterapia</a> o la radioterapia possono danneggiare i nervi causando le neuropatie.</p>
<p>Infine, alcuni tipi di virus e di batteri possono danneggiare i nervi causando dolori lancinanti alla persona.</p>
<h3>Esposizioni a tossine</h3>
<p>Come detto, ci sono vari farmaci che possono indurre le neuropatie. Oltre a quelli usati per la radioterapia e per la chemioterapia, si trovano gli antiretrovirali e alcuni anticonvulsivanti, ma spesso la neuropatia si risolve quando il dosaggio di un farmaco, usato per curare una certa patologia, viene ridotto o interrotto.</p>
<p>Causano le neuropatie anche le tossine industriali, come il piombo, il mercurio e l’arsenico. Lo stesso vale per i diserbanti e gli insetticidi.</p>
<h3>Carenze vitaminiche</h3>
<p>Sottovalutato è il rapporto tra le vitamine e il diabete. Spesso chi soffre di diabete ha carenza di vitamine B, vitamine importantissime durante la funzione metabolica dello zucchero; difatti le vitamine B forniscono energia al corpo, convertendo i carboidrati in glucosio.</p>
<p>Il cattivo assorbimento delle vitamine B (che si ha tra le persone diabetiche) è maggiormente ridotto dal consumo di alcolici, di tabacco, di zucchero in eccesso e dal caffè (e&#8217; importante capire che le vitamine B potrebbero prevenire complicanze cardiovascolari nelle persone affette da diabete, quindi si dovrebbe cercare di introdurle con multivitaminici e integratori).</p>
<h2>Diagnosi</h2>
<h3>Le analisi</h3>
<p><strong>I sintomi della neuropatia diabetica</strong> sono estremamente variabili, e come detto, sono spesso sottovalutati. La prima cosa che il medico specialista fa in questi casi, è ricercare la causa dei sintomi, a maggior ragione se a lamentarsene è un paziente diabetico. Il medico procederà ad effettuare un attento esame neurologico e richiederà un&#8217;anamnesi dettagliata del suo assistito.</p>
<p>L&#8217;anamnesi consiste nell&#8217;avere notizie personali (e non) del paziente come ad esempio: l&#8217;attività lavorativa svolta, eventuali allergie ambientali, stile di vita, anamnesi familiare di disturbi neurologici, patologie ereditarie, malattie del sistema immunitario, tipo di alimentazione etc.</p>
<p>In un secondo momento, il medico prescrive gli esami del sangue per poter rilevare il livello di diabete, disfunzioni epatiche o renali, carenze vitaminiche e tutto ciò che può fornire un quadro generale sulla salute del proprio paziente. Inoltre può chiedere al suo assistito di sottoporsi al labtest, esame del liquido cerebrospinale che fornisce informazioni su eventuali condizioni patologiche del cervello.</p>
<p>Nel contempo, lo specialista dovrà esaminare la cute del paziente (in particolare la pelle degli arti inferiori), analizzare la percezione tattile e/o termica e infine valutarne i riflessi.</p>
<p>Queste indagini, davvero molto semplici e che non richiedono l&#8217;uso di macchinari particolari, servono a dimostrare e ad evidenziare eventuali modifiche della cute e/o variazioni della percezione del paziente.</p>
<p>Nel caso in cui dovessero emergere elementi poco chiari, si può richiedere un&#8217;elettroneurografia, un esame che fornisce maggiori informazioni e dettagli sulla funzionalità dei nervi. Esami molto utili per rilevare la neuropatia diabetica sono anche: la risonanza magnetica, la biopsia e la biopsia cutanea.</p>
<h3>Sistema nervoso periferico o sistema nervoso autonomo</h3>
<p>Svolte queste analisi, il quadro clinico si inizia a delineare, ma ancora una volta si deve ricorrere ai sintomi del paziente per dare conferma della neuropatia diabetica, in particolare per capire quale sistema nervoso è colpito.</p>
<p>Se il sistema nervoso colpito è quello periferico si avranno sintomi come:</p>
<ul>
<li>Sensazioni di bruciori e di formicolii agli arti.</li>
<li>Diminuzione della sensibilità ai piedi e alle mani.</li>
<li>Acutizzazioni dei dolori notturni e intensificazioni dei disturbi del sonno.</li>
<li>Frequenti inciampi e cadute, tanto che il paziente non riconoscere più la posizione esatta dei piedi.</li>
<li>Vi è anche una remota possibilità che vi sia per un lasso di tempo dolore intenso e persistente agli arti inferiori.</li>
<li>Debolezza muscolare.</li>
<li>Riduzione dei riflessi.</li>
</ul>
<p>Se il sistema nervoso colpito è quello autonomo vi saranno sintomi come:</p>
<ul>
<li>Diarrea.</li>
<li>Stipsi.</li>
<li>Battiti cardiaci irregolari.</li>
<li>Forte sudorazione.</li>
<li>Vertigini.</li>
<li>Incontinenza.</li>
<li>Abbassamento della pressione arteriosa nel passare dalla posizione seduta a quella eretta.<br />
svenimenti.</li>
</ul>
<p>Solo con l&#8217;analisi degli esami svolti e la valutazione della sintomatologia il medico può finalmente dichiarare la malattia.</p>
<h2>Cura</h2>
<h3>Con farmaci</h3>
<p>Non vi è una vera e propria cura standard per guarire dalla neuropatia diabetica, ma lo specialista può comunque intervenire per ridurre o arrestare la patologia.</p>
<p>Innanzitutto il medico, come del resto il paziente, deve tenere sotto controllo la malattia originaria, ovvero il diabete, in quanto monitorando il livello di glicemia si può ridurre l&#8217;avanzamento della neuropatia diabetica. Si possono prescrivere anche dei farmaci che hanno l&#8217;obbiettivo di ridurre il dolore nel paziente, ma le reazioni del corpo del paziente variano a seconda dei farmaci impiegati, della risposta individuale alla terapia e alle dosi somministrate.</p>
<p>Proprio perché non esiste una cura universale, la somministrazione del farmaco inizia con un dosaggio molto basso e aumenta in maniera graduale (così da valutarne anche gli effetti collaterali).</p>
<p>Il medico, in genere, può scegliere tra varie tipologie di farmaci, alcuni di essi sono:</p>
<ol>
<li>Farmaci antidepressivi triciclici, la cui efficacia anestetica localizzata è comprovata da studi randomizzati, ove non si considera l&#8217;azione antidepressiva; sono farmaci sconsigliati per gli anziani.</li>
<li>Anticonvulsivanti, che controllano il dolore e non l&#8217;epilessia considerato il basso dosaggio con il quale sono somministrati.</li>
<li>Anestetici in grado di portare all&#8217;insensibilità della sola zona circoscritta all&#8217;applicazione/iniezione del farmaco stesso.</li>
<li>Antinfiammatori non steroidei che riducono le infiammazioni e i suoi sintomi.</li>
</ol>
<h3>Senza farmaci</h3>
<p>Trattare la neuropatia diabetica significa, come già detto, alleviare fondamentalmente il dolore, eliminare per quanto possibile la causa e cercare di prevenire ulteriori danni al tessuto nervoso.</p>
<p>Ci si può affidare anche alla prescrizione di rimedi naturali e di integratori, e la terapia, in questo caso, può essere considerata palliativa dei farmaci e ha minori effetti collaterali, ovviamente l&#8217;efficacia non sarà la stessa!</p>
<p>I rimedi naturali o a base di erbe non devono essere considerati dei sostituti dei farmaci, ma possono favorire la salute generale dell&#8217;individuo e avere effetti blandi e momentanei nella cura del paziente; a meno che non si tratti dell&#8217;integrazione delle vitamine B che come già visto ricoprono un ruolo fondamentale nella relazione diabete e vitamine.</p>
<h2>Consigli</h2>
<p>Oltre le varie terapie, il paziente affetto da neuropatia diabetica può agevolare la riuscita del percorso terapico conducendo uno stile di vita sano, curando sia l&#8217;alimentazione che facendo tanto esercizio fisico. (lo sport in questo caso tiene a bada i livelli di zucchero nel sangue, eventualmente riducendoli, e scarica lo stress distendendo i nervi).</p>
<p>Il paziente deve ispezionare gli arti estremi del proprio corpo, in particolare i piedi, per accorgersi di eventuali anomalie, sia lesioni che ferite, secchezza della pelle, controllando così anche la sensibilità. Inoltre, se si fuma è buona norma smettere considerato che il fumo influenza in maniera particolare la circolazione sanguigna.</p>
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		<title>Nevralgia post erpetica</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/nevralgia-post-erpetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>La <strong>nevralgia post erpetica</strong> è una complicanza che si verifica con una certa incidenza nei pazienti che hanno contratto l&#8217;Herpes Zoster, conosciuto anche con il nome di Fuoco di Sant&#8217;Antonio.</p>
<p>Tale complicanza consiste nell&#8217;insorgenza di un dolore molto forte, urente, cioè accompagnato da una sensazione di bruciore, che può essere anche trafittivo e pungente e che interessa di solito la zona dove si è verificato lo sfogo cutaneo.</p>
<p>La localizzazione delle vescicole è solitamente corrispondente alle terminazioni spinali interessate dal virus, anche dopo la scomparsa dell&#8217;irritazione.</p>
<p>La durata della nevralgia post erpetica non è di facile definizione, in quanto il lasso di tempo dopo il quale si può stabilire questa diagnosi è estremamente variabile.</p>
<p>In genere si diagnostica tale complicanza se il dolore continua anche dopo 3-6 mesi dall&#8217;insorgenza dell&#8217;Herpes Zoster.</p>
<h2>L&#8217;Herpes Zoster</h2>
<p>Alla base della nevralgia post erpetica c&#8217;è, dunque, l&#8217;Herpes Zoster, un virus altamente infettivo che è anche causa di una delle malattie esantematiche, come la varicella, nei bambini.</p>
<p>Come è noto la varicella è una malattia per lo più pediatrica, ma può tornare a manifestarsi anche negli adulti, specie anziani, in modo similare al Fuoco di Sant&#8217;Antonio, risolvendosi in buona parte con la completa guarigione in 7-12 giorni.</p>
<p>Il virus dell&#8217;Herpes Zoster si ripresenta in quanto permane nell&#8217;organismo per tutta la vita in maniera latente, stazionando nei gangli nervosi del cranio.</p>
<p>A distanza di anni il virus si può riattivare in concomitanza con un abbassamento delle difese immunitarie dovute all&#8217;avanzare dell&#8217;età, a patologie correlate, all&#8217;assunzione di farmaci e ad altri fattori di rischio che predispongono alla nuova manifestazione virale.</p>
<h2>I sintomi della nevralgia post erpetica</h2>
<p>Come già accennato la nevralgia post erpetica è un dolore molto pronunciato che segue alla manifestazione dell&#8217;Herpes Zoster.</p>
<p>È considerata di origine virale in quanto si richiama al virus che rimane quiescente per anni. Il dolore che il paziente avverte è spesso continuo e può localizzarsi in una zona del corpo limitata all&#8217;area al centro della schiena, all&#8217;addome e al petto.</p>
<p>Può tuttavia riguardare anche altre zone del corpo, in relazione ai nervi interessati.</p>
<p>Il dolore può insorgere fin dalla comparsa dell&#8217;eruzione cutanea, che si manifesta con le tipiche vescicole le quali, con il passare dei giorni, tendono a seccarsi e a creare la crosta.</p>
<p>Nel caso in cui l&#8217;insorgenza dell&#8217;Herpes Zoster venga curata fin dai primi giorni in cui compare il rush cutaneo, è probabile che si possa anche controllare e attenuare il dolore. In molti casi la nevralgia post erpetica si risolve del tutto spontaneamente.</p>
<p>Nei pazienti particolarmente debilitati e che non hanno una manifestazione evidente del virus, invece, il dolore potrebbe perdurare per mesi e divenire addirittura una malattia cronica. La nevralgia post erpetica compare quindi quando le cure vengono attivate con ritardo rispetto alle primissime fasi dell&#8217;infezione virale.</p>
<p>La nevralgia post erpetica, per essere definita tale, deve insorgere entro il primo trimestre seguente alla manifestazione dell&#8217;Herpes Zoster. In genere stabilire con esattezza la durata della patologia e i tempi entro i quali potrebbe manifestarsi e risolversi non è facile.</p>
<p>Non esistono, infatti, criteri che possano considerarsi standard. Si evince che il decorso della malattia è soggettivo e dipende dallo stato generale di salute del paziente, in relazione all&#8217;efficienza delle personali difese immunitarie.</p>
<p>Il dolore della nevralgia post erpetica può avere delle fasi acute, scatenate da periodi di stress fisico ed emotivo, ma anche semplicemente da uno spavento, da forti rumori, da sbalzi di temperatura. La notte di solito il fastidio aumenta e in genere rappresenta una componente invalidante della vita quotidiana.</p>
<p>Nella fase acuta il dolore può diventare ancora più pronunciato anche solo al contatto fisico, che si tratti della pelle o degli indumenti.</p>
<p>La variabilità dell&#8217;intensità del dolore è correlata al livello di percezione del paziente. Quando si attenua o nei casi in cui non è urente, si manifesta con un leggero formicolio della zona interessata e con il prurito.</p>
<p>La scomparsa delle vescicole e delle croste non sempre corrisponde a quella della nevralgia post erpetica e, in quanto patologia collegata ai nervi spinali, si può classificare come neuropatia periferica.</p>
<h2>L&#8217;incidenza della nevralgia post erpetica</h2>
<p>L&#8217;incidenza della nevralgia post erpetica aumenta con l&#8217;avanzare dell&#8217;età. La percentuale delle persone interessate dal dolore a seguito dell&#8217;Herpes Zoster al di sotto dei 50 anni è molto bassa, mentre dopo i 60 arriva a circa il 50%. A 70 anni si aggira intorno all&#8217;80% dei casi.</p>
<p>A distanza di un mese dall&#8217;insorgenza del rush cutaneo i pazienti interessati dal dolore che cronicizza arrivano in media a circa il 12%, senza alcuna differenza sostanziale tra uomini e donne.</p>
<p>Tra i pazienti che manifestano questa complicanza invalidante dell&#8217;Herpes Zoster, circa il 40% continua ad avere fastidi a distanza di un anno, specie se c&#8217;è stato un ritardo nell&#8217;attivazione della cura e nella somministrazione dei farmaci.</p>
<h2>Cura e terapia della nevralgia post erpetica</h2>
<p>Il virus del Fuoco di Sant&#8217;Antonio può essere in qualche modo limitato nelle sue manifestazioni grazie al vaccino, che deve essere somministrato entro 72 ore dall&#8217;insorgenza dei sintomi (il rush cutaneo). In tal modo si può alleviare sia la gravità che la durata delle complicazioni, quale può essere la nevralgia post erpetica.</p>
<p>La vaccinazione di solito è consigliata ai pazienti con un&#8217;età superiore ai 60 anni, per limitare i fastidi ed evitare che il dolore cronicizzi.</p>
<p>Lo stesso vaccino si configura come una misura preventiva della nevralgia post erpetica, per cui si ipotizza che almeno nel 50% dei casi si potrebbe limitare l&#8217;incidenza delle complicanze negli anziani. Chi non è vaccinato si espone a un rischio doppio d&#8217;incorrere nelle infauste conseguenze dell&#8217;Herpes Zoster.</p>
<p>La prime cure sono affidate all&#8217;efficacia degli antivirali e devono essere protratte per almeno una settimana, o comunque fino a quando i sintomi non saranno del tutto scomparsi. L&#8217;obiettivo è quello di limitare l&#8217;estensione del rush cutaneo e l&#8217;intensità nonché la diffusione del dolore.</p>
<p>Nei casi di dolore relativamente sopportabile possono essere somministrati antidolorifici, come il paracetamolo e il principio attivo dell&#8217;acetilsalicilico (quello contenuto nell&#8217;aspirina).</p>
<p>I benefici associati alla consueta profilassi nel caso del Herpes Zoster permettono di accelerare i tempi di guarigione. In una complicanza come la nevralgia post erpetica il medico curante somministrerà antidolorifici, corticosteroidi e amitriptilina.</p>
<p>Quest&#8217;ultima è una sostanza contenuta negli antidepressivi denominati triciclici, in quanto ansia e appunto depressione sono annoverate tra i fattori che aggravano la manifestazione della nevralgia post erpetica. La componente emotiva pare che incida sulla reazione del sistema immunitario e nervoso al dolore e alla sua diffusione cronica.</p>
<p>La capsaicina è un&#8217;altra sostanza molto efficace nella cura del dolore derivante da neuropatie periferiche. È nota per essere il principio attivo presente nel peperoncino, al quale conferisce la tipica piccantezza.</p>
<p>Nella cura della nevralgia post erpetica è impiegata sotto forma di pomata, con una concentrazione fino allo 0,75% per attenuare il dolore localizzato.</p>
<p>La sua applicazione varia da 2 a 4 volte al giorno e deve coprire le zone dove è presente il rush cutaneo e il dolore, anche in assenza di sfogo. Il suo completo assorbimento permette di trovare sollievo.</p>
<p>Per attenuare il dolore molto forte si può anche procedere con applicazioni localizzate di anestetici, attraverso l&#8217;infiltrazione cutanea con cerotti: tra questi c&#8217;è la lidocaina.</p>
<p>Gli antibiotici vengono somministrati soltanto se si sovrappone un&#8217;infezione dovuta al prurito nella zona interessata dal rush cutaneo e quindi dal dolore.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo può interessare anche il nervo trigemino. Si tratta di veri e propri attacchi della durata di circa 2 minuti, descritti come una sorta di scossa. Il dolore si estende all&#8217;occhio, alla mandibola e alla mascella, che sono le aree del viso toccate da tale nervo.</p>
<p>In questi casi si può intervenire con un&#8217;iniezione localizzata di antispastici e botox direttamente nel ganglio trigemino. Tale intervento va eseguito in modo accurato servendosi della diagnostica per immagini. Ad alleviare il dolore, tra i più forti che si possano avvertire, concorre anche la somministrazione della stessa amitriptilina.</p>
<p>La cura e il trattamento della nevralgia post erpetica consistono in una combinazione di farmaci, tra cui anche oppiacei, antiepilettici e anticonvulsivanti. Gli antiepilettici, in particolare, vengono somministrati quando il dolore si manifesta con delle fitte, per regolarizzare l&#8217;attività elettrica dei nervi danneggiati dal virus.</p>
<p>Nei casi in cui il dolore è lancinante ed esteso il medico potrebbe anche decidere la somministrazione per via endovenosa di corticosteroidi direttamente nel liquido cerebrospinale.</p>
<p>Un&#8217;altra terapia d&#8217;urto sono le iniezioni localizzate della tossina botulinica, molto utile ad alleviare il fastidio. Le cure della nevralgia post erpetica rientrano in quella che è nota anche come terapia del dolore.</p>
<h2>Vitamine ed integratori</h2>
<p>Una dieta mirata nella cura della nevralgia post erpetica può essere utile a coadiuvare la terapia farmacologia. In particolare l&#8217;assunzione di diverse vitamine agisce sul ripristino delle normali funzioni dei nervi danneggiati.</p>
<p>La vitamina B, per esempio, è consigliata in caso di nevrite. Si può associare come sostanza aggiunta alle iniezioni di cloridrato di tiamina, che si rivela un&#8217;ottima misura preventiva per le complicanze erpetiche.</p>
<p>Per attenuare il dolore localizzato relativo alle lesioni cutanee sono indicate le vitamine A e C. La vitamina C è nota per la sua capacità di rinforzare le difese immunitarie.</p>
<p>La vitamina E è, invece, consigliata per i pazienti che si trovano ad affrontare la cronicizzazione della nevralgia post erpetica e può anche essere utilizzata con applicazioni topiche, aggiunta a oli lenitivi per l&#8217;irritazione e con un effetto antalgico.</p>
<h2>Omeopatia e agopuntura per curare la nevralgia post erpetica</h2>
<p>Per il trattamento della nevralgia post erpetica ci si può affidare altresì all&#8217;omeopatia e all&#8217;agopuntura, con tecniche che non si sostituiscono alla medicina ufficiale ma si affiancano ad essa coadiuvandola.</p>
<p>L&#8217;omeopata prende in considerazione il soggetto affetto dal dolore come unità di mente e corpo, consigliando alimenti da evitare e da preferire, al fine di combattere ansia, depressione, acidosi metabolica ed eccesso di zuccheri nel sangue.</p>
<p>L&#8217;agopuntura si prefigge di accompagnare la terapia antalgica, intervenendo sulla modulazione del flusso sanguigno e sulla percezione stessa del dolore.</p>
<p>Con questa tecnica si ottengono effetti miorilassanti e antinfiammatori, con sedute che possono proseguire anche per mesi, in base al singolo caso.</p>
<p>L&#8217;agopuntura si configura come una terapia utile a quei pazienti che soffrono di nevralgia post erpetica cronica, evitando loro gli effetti collaterali dei farmaci nelle terapie prolungate e l&#8217;assuefazione.</p>
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		<title>Bruciore ai piedi: cause e rimedi</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/bruciore-ai-piedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>Il bruciore ai piedi è sicuramente una sensazione molto spiacevole per tutti coloro che devono subirlo. Si tratta di un inconveniente molto frequente per uomini e donne appartenenti a qualsiasi fascia di età, che deve essere affrontato nella maniera migliore possibile.</p>
<p>Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo problema, le cause e i rimedi da adottare per fare in modo che torni ad essere soltanto un brutto ed un lontano ricordo.</p>
<h2>Che cos&#8217;è il bruciore ai piedi</h2>
<p>Prima di iniziare a conoscere le possibili motivazioni di una situazione di questo tipo e le contromisure da intraprendere, è necessario sapere cosa sia il bruciore ai piedi.</p>
<p>Ovviamente non si tratta di una vera e propria patologia, ma piuttosto di un semplice sintomo che, se mal curato, può degenerare tramutandosi in una malattia.</p>
<p>Di conseguenza, va prevenuto in ogni modo per fare in modo che i piedi possano continuare a mantenere un&#8217;ottima salute, senza che possano rischiare di rovinarsi anche in maniera irrimediabile.</p>
<h2>Le possibili cause del bruciore ai piedi</h2>
<p>Per quali motivazioni può manifestarsi l&#8217;inconveniente del bruciore ai piedi? Purtroppo le possibilità possono essere molteplici e bisogna fare in modo che vengano scongiurate. Diamo un&#8217;occhiata alle cause in grado di scatenare tale problematica.</p>
<h3>Piedi avvolti in scarpe scomode</h3>
<p>La prima causa possibile è sicuramente la più banale, ma va affrontata a dovere. È sufficiente indossare una calzatura troppo piccola per fare in modo che il sintomo abbia maggiori chance di presentarsi. Il piede non riesce a muoversi nella maniera migliore e inizia a sfregarsi contro la scarpe, iniziando a suscitare la fastidiosa sensazione.</p>
<h3>Abitudini sbagliate</h3>
<p>Se si cammina in maniera poco adeguata o si tende ad avere la schiena storta, il pericolo di essere sottoposti al bruciore cresce anche in misura drammatica. Anche la tendenza a restare in piedi troppo tempo può causare qualche problema. Un&#8217;altra causa deriva dal peso eccessivo, con tutto l&#8217;organismo che agisce con maggiori difficoltà rispetto al solito e il piede che, di conseguenza, ne può risentire.</p>
<h3>Malattie di ogni genere</h3>
<p>Anche le malattie possono essere terreno fertile per l&#8217;insorgere del bruciore ai piedi. Dal diabete ai reumatismi, dalle disfunzioni del sistema nervoso al neuroma di Morton, senza dimenticare l&#8217;insufficienza venosa, purtroppo le cause scatenanti potenziali sono davvero molteplici e tutte da prendere assolutamente con le molle.</p>
<h3>Carenze di sostanze</h3>
<p>Quando determinate sostanze sono presenti in concentrazione troppo limitata nel nostro organismo, aumentano i rischi. È il caso delle proteine e delle vitamine, ma anche la mancata funzionalità della tiroide può generare difficoltà sostanziali.</p>
<h3>Accorciamento del tendine plantare</h3>
<p>Se si pratica molta attività fisica, esiste il pericolo di contrarre la cosiddetta fascite plantare. Essa si può verificare quando il piede viene sottoposto ad uno sforzo prolungato ed eccessivo e si manifesta con dolori alla pianta e, per l&#8217;appunto, un insostenibile bruciore.</p>
<h2>Alcuni dei principali rimedi da adottare per salvaguardare la salute del piede</h2>
<p>Cosa si può fare per affrontare il problema del bruciore al piede? Ecco alcuni rimedi da provare, molti dei quali rigorosamente naturali.</p>
<h3>Chiedere consulto ad un medico</h3>
<p>Questo appare sicuramente come il metodo più banale, ma va sempre preso in considerazione. La prima cosa da fare è consultare il proprio medico curante e verificare le possibili tecniche da adottare per rimettere la situazione a posto, con eventuali trattamenti e terapie da intraprendere.</p>
<h3>Utilizzare l&#8217;acqua fredda</h3>
<p>È sufficiente mettere i piedi a mollo in una bacinella con dell&#8217;acqua fredda per alcuni minuti, rimuoverli ed inserirli più volte. Con tale sistema, si può rapidamente tornare alla normalità. Tuttavia, il piede non deve restare immerso per troppi minuti consecutivi.</p>
<h3>Assumere vitamine</h3>
<p>Le vitamine possono garantire enormi benefici a tutto il nostro corpo. Entrando nello specifico, la vitamina B3 facilita la circolazione sanguigna e fa in modo che i capillari rimangano intatti. Un problema di questo tipo viene considerato come una delle cause scatenanti del bruciore ai piedi, così come ovviamente la carenza di vitamine.</p>
<h3>Massaggiare il piede</h3>
<p>In alcuni casi, il piede ha semplicemente bisogno di tanta comodità. Un semplice massaggio in corrispondenza dell&#8217;area danneggiata può essere la vera panacea di tutti i mali, soprattutto nella zona plantare e nella parte inferiore delle dita.</p>
<h3>Utilizzare spezie come curcuma, zenzero e timo</h3>
<p>Questi sono autentici rimedi naturali, che possono sostituirsi a quelli medici senza alcun problema. Ad esempio, basta inserire un po&#8217; di curcuma in un bicchiere d&#8217;acqua e bere tutto per fare in modo che si notino i suoi chiari effetti antinfiammatori. Massaggiare i piedi con un mix di zenzero ed olio d&#8217;oliva migliora in maniera netta la circolazione in un arco di tempo molto rapido. Infine, se si inserisce il timo in due recipienti con acqua rispettivamente calda e fredda e vi si immerge il piede in maniera alternata, la sensazione di bruciore tende magicamente a sparire.</p>
<h3>Intraprendere piccoli accorgimenti nella vita quotidiana</h3>
<p>L&#8217;attività fisica ben praticata può essere un vero toccasana anche per alleviare le sofferenze del piede. Anche camminare a piedi nudi sulla sabbia o su un prato è un&#8217;idea consigliata, così come dormire con le gambe alzate può costituire un&#8217;ottima opportunità.</p>
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		<title>Parestesia arti inferiori</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/parestesia-arti-inferiori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>Il significato di <strong>parestesia degli arti inferiori</strong> in termini medici si può tradurre come formicolio localizzato, che provoca una sensazione molto simile a quella della puntura di spilli associato a un senso di bruciore o addormentamento della parte interessata.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi questo disturbo, che si configura in realtà come un sintomo, scompare spontaneamente entro pochi minuti e senza lasciare strascichi di alcun tipo.</p>
<p>La parestesia agli arti inferiori è una delle forme d&#8217;intorpidimento più comuni e avviene a seguito dell&#8217;assunzione di una postura per un certo lasso di tempo che impedisce una normale circolazione sanguigna.</p>
<p>Tutto questo non deve destare preoccupazione se avviene occasionalmente e se provoca una parestesia bilaterale o degli arti inferiori e superiori.</p>
<p>Il formicolio potrebbe essere descritto anche come un&#8217;alterazione della sensibilità che impedisce temporaneamente la funzionalità delle gambe.</p>
<p>Il fastidio, infatti, perdura per qualche minuto, fino a quando non si ristabilisce la consueta vascolarizzazione. In questa fase che dura poco si può anche percepire un forte dolore al tatto, scosse e l&#8217;impressione di non &#8220;sentire&#8221; più l&#8217;arto.</p>
<h2>Disestesia e ipoestesia</h2>
<p>Il termine disestesia è poco noto ma è fortemente correlato alla sgradevole sensazione che si prova quanto si innesca una parestesia.</p>
<p>Si tratta di una risposta anomala del sistema nervoso centrale e periferico, anche a seguito di lesioni, che si manifesta sulla cute e al tatto con scosse, formicolii, prurito e una sorta di bruciore.</p>
<p>La disestesia è considerata una vera e propria sindrome in quanto è invalidante per il paziente che ne è affetto. Al tatto, infatti, reagisce con dolore e fastidio, non essendo in grado di controllare questa reazione involontaria, che interessa sia gli arti inferiori che altre zone del corpo come il capo o il viso.</p>
<p>Un&#8217;altra forma di disestesia è quella della sindrome dell&#8217;arto fantasma, dove la persona ha la sgradevole sensazione di non percepire più la sensibilità di gambe, <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-braccio/">braccia</a>, mani o piedi. Le cause sono del tutto simili a quelli della più generica parestesia, alle quali spesso si associano depressione e ansia.</p>
<p>L&#8217;ipoestesia è, invece, una ridotta sensibilità agli stimoli tattili, ma anche al caldo e al freddo. Chi ne soffre manifesta anche debolezza muscolare (ipostenia) e torpore che possono essere momentanei o permanenti.</p>
<p>La causa dell&#8217;ipoestesia è spesso un danno al sistema nervoso centrale, provocato da un trauma o da patologie, quali l&#8217;ictus, l&#8217;emorragia cerebrale, l&#8217;aneurisma e l&#8217;ischemia. Si può manifestare anche in quei pazienti che hanno contratto l&#8217;herpes zoster, comunemente noto con il nome di Fuoco di Sant&#8217;Antonio, e la sclerosi multipla.</p>
<h2>Cause della parestesia agli arti inferiori</h2>
<p>Oltre alla causa più comune, che è quella di una postura errata, ce ne sono altre che si riferiscono a vere e proprie patologie riconducibili a <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-periferica/">neuropatie periferiche</a> di cui è un sintomo.</p>
<p>Al di la delle neuropatie ci sono anche altre patologie dietro il formicolio che si ripete e che non passa dopo qualche minuto, come accade di solito.</p>
<p>In alcuni casi, infatti, può interessare entrambe le gambe e impedire di muoversi liberamente. Altre cause che si aggiungono sono le carenze vitaminiche, come accade con il deficit della vitamina B12, l&#8217;anemia sideropenica e le malattie <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatie-autoimmuni/">autoimmuni</a>, l&#8217;ernia del disco, le embolie, gli ictus, l&#8217;herpes (Simplex e Zoster), fino alla sindrome delle gambe senza riposo e alla sclerosi multipla.</p>
<p>Una parestesia agli arti inferiori potrebbe essere causata anche dal diabete di tipo I e dalla malattia arteriosa, che non permette il giusto apporto di sangue fino ai vasi periferici.</p>
<p>Nel caso si tratti dei sintomi di una neuropatia periferica significa che uno o più nervi del midollo spinale manifestano una disfunzione, che può essere provocata <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-da-compressione/">da compressione</a>, schiacciamento o trauma. Le conseguenze si ripercuotono appunto sulla sensibilità degli arti inferiori e <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-arti-superiori/">superiori</a>. La stessa neuropatia potrebbe essere determinata da insufficienza renale, alcolismo, amiloidosi e avvelenamento da piombo.</p>
<p>La compromissione di uno dei nervi lungo la colonna vertebrale, in particolare del tratto lombo-sacrale, può associarsi ad altri disturbi come prurito, mal di schiena e dolore alle gambe.</p>
<p>Nel caso di ernia del disco il formicolio è uno dei sintomi che si considerano indicativi dell&#8217;imminente insorgenza di questa patologia, sulla quale spesso bisogna intervenire chirurgicamente. Nei casi più gravi il formicolio si estende, così come il dolore, a entrambe le gambe divenendo continuo e interessando anche i glutei.</p>
<p>Inoltre, nelle infezioni erpetiche la parestesia è un sintomo precursore dell&#8217;eruzione cutanea, che interessa inizialmente addome e schiena e che può diventare assai doloroso, con bruciore e prurito, se non contrastato con un&#8217;adeguata cura farmacologica. La parestesia in questo caso scompare con l&#8217;esordio del dolore, dei brividi con febbre, del mal di stomaco e del malessere generalizzato, che sono tipici di questa <a href="http://www.neuravite.it/blog/nervo-periferico-infiammato/">malattia infiammatoria</a>.</p>
<p>Nei casi di vascolopatia il formicolio alle gambe è dovuto all&#8217;insufficiente irrorazione sanguigna, che determina un&#8217;anomala risposta sensoriale.</p>
<p>Ciò avviene nei casi di aterosclerosi in cui le arterie possono essere in parte ostruite dalle placche che di staccano dalle pareti e viaggiano lungo tutto il sistema circolatorio.</p>
<p>Un danno vascolare può portare a parestesia permanente, come nel caso di un ictus, dove non solo si perde in tutto o in parte la sensibilità, ma si può cadere in un torpore che interessa sia le gambe che le braccia. La zona interessata del corpo dipende sempre dall&#8217;estensione dell&#8217;attacco ischemico e dalla parte del cervello che è stata colpita.</p>
<p>Nei casi meno gravi la parestesia agli arti superiori e inferiori scompare con il riassorbimento dell&#8217;emorragia cerebrale, mentre in quelli più gravi può essere non reversibile.</p>
<p>La parestesia che perdura può anche essere l&#8217;avvisaglia della possibile presenza di un&#8217;embolia gassosa o dovuta a un coagulo. Per tale motivo, coloro che sanno di soffrire di cardiopatie, pressione alta, ipercolesterolemia e diabete, dovrebbero subito chiedere un consulto medico.</p>
<p>Nella sindrome delle gambe senza riposo il formicolio è un sintomo che si presenta in particolare di notte e con maggiore frequenza nel periodo della gravidanza.</p>
<p>Chi è affetto da questo disturbo trova ristoro al dolore e anche al formicolio muovendo le gambe ed è per questo che passa notti insonni.</p>
<h2>Come diagnosticare la parestesia degli arti inferiori</h2>
<p>La diagnosi della parestesia degli arti inferiori di tipo patologico si rende necessaria quando il disturbo si presenta in modo frequente e continuativo.</p>
<p>Prima di eventuali esami strumentali la diagnosi preliminare avviene attraverso quelli del sangue. L&#8217;indagine è rivolta alla ricerca di deficit vitaminici del gruppo B e in particolare della vitamina B12.</p>
<p>Quest&#8217;ultima è necessaria per una serie di funzioni dell&#8217;organismo in quanto precursore del ferro e della formazione dell&#8217;emoglobina nel sangue, quindi anche del trasporto dell&#8217;ossigeno verso i vari tessuti.</p>
<p>Una carenza quindi può determinare non solo anemia, ma concorrere all&#8217;insufficienza respiratoria. La parestesia per uno scarso apporto di vitamina B12 può comparire come segno predittivo di una neuropatia periferica. Il perdurare di un tale stato può anche portare ad avere problemi neurologici, di deambulazione, di percezione mentale.</p>
<p>È importante risollevare e normalizzare i valori di vitamina B12 per non provocare un danno permanente ai nervi. Lo si può fare con l&#8217;alimentazione e cibi che ne sono ricchi come fegato, carne, uova, formaggi, ma anche con gli integratori consigliati dal proprio medico curante.</p>
<p>Con le analisi del sangue si controllano anche gli elettroliti e si esegue un test completo dell&#8217;emocromo, fino alla verifica della presenza di un&#8217;intossicazione da piombo o di squilibri ormonali.</p>
<p>Uno degli esami che spesso vengono eseguiti è l&#8217;elettromiografia associata al test per la conduzione nervosa, in modo da verificare la risposta a degli stimoli tramite elettrodi. L&#8217;esame si svolge in ambiente ambulatoriale e dura circa 20 minuti.</p>
<p>Nel caso si trovassero anomalie con queste indagini preliminari, si procede con gli esami di diagnostica per immagini (TAC della colonna vertebrale e del cervello), alla ricerca di eventuali eventi ischemici, ictus, embolie e trombosi. A questi si aggiunge un angiogramma, un eventuale eco color doppler e/o una radiografia delle gambe, seguita da un&#8217;ecografia delle grandi arterie del collo.</p>
<p>Nel sospetto di un danno al Sistema Nervoso Centrale si può anche eseguire l&#8217;analisi del liquor con una puntura lombare, il cui esame è detto rachicentesi.</p>
<h2>Cure e rimedi per la parestesia alle gambe</h2>
<p>Nei casi di comune parestesia alle gambe per postura scorretta, basta cambiare posizione e lasciare che il sangue circoli normalmente. Ci vorranno pochi minuti per favorire nuovamente la consueta vascolarizzazione, anche camminando e risolvendo il problema.</p>
<p>Tra i rimedi che si possono mettere in atto nei casi più seri, ci sono una dieta sana e di tipo preventivo rispetto alle dislipidemie (diabete, colesterolo e trigliceridi alti). A questo si aggiunge un controllo serrato dei livelli di glicemia e il rispetto della cura farmacologica e della dieta specie per i diabetici.</p>
<p>Per favorire una buona circolazione sanguigna e prevenire malattie cardiovascolari è importante anche svolgere una regolare attività fisica, almeno 3 volte a settimana per 30 minuti consecutivi. Lo sport può essere di grande aiuto nel caso delle neuropatie.</p>
<p>Talvolta le parestesie possono essere anche provocate dal sovrappeso e dall&#8217;obesità, che costringe le gambe a reggere un peso eccessivo rispetto alla struttura ossea. A tale proposito potrà essere utile perdere peso.</p>
<p>Bisogna eliminare l&#8217;eccesso di alcool, il fumo e condurre una vita sana e che non porti stress. È raro, ma la parestesia alle gambe può essere determinata anche da intensi carichi di stress e ansia correlata.</p>
<p>Per i casi più seri la parestesia si può curare con terapie farmacologiche a base di cortisone, con applicazioni topiche e con le immunoglobuline.</p>
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		<title>Parestesia braccio</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/parestesia-braccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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		<p>Con il termine parestesia si indicano quelle sintomatologie comuni ad una variazione di sensibilità a livello cutaneo che può interessare parti più o meno estese del corpo.</p>
<p>Normalmente si localizza in siti definiti come gli <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-arti-superiori/">arti superiori</a> o <a href="http://www.neuravite.it/blog/parestesia-arti-inferiori/">inferiori</a>, ed è comunemente associata alla sensazione di intorpidimento seguita da formicolio, quando ad esempio si rimette in moto il funzionamento dell’arto stesso.</p>
<h2>Le cause della parestesia</h2>
<p>I fattori che portano ad individuare l’origine di questo malfunzionamento dei recettori cutanei possono essere di varia natura.</p>
<p>Una <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-sensitiva/">neuropatia sensitiva periferica</a>, vale a dire la compromissione dei nervi deputati al raccoglimento delle informazioni che provengono dalle parti periferiche del corpo, come appunto braccia e gambe, può manifestarsi nelle sue prime fasi proprio sotto forma di parestesia.</p>
<p>Ma ci sono anche altri elementi utili al conseguimento di una diagnosi certa come gli effetti collaterali di determinate tipologie di farmaci, che possono scatenare un’alterazione sensitiva della cute.</p>
<p>In ultima analisi vi potrebbero essere dei semplici e lievi disturbi della circolazione sanguigna, che impediscono un’ irrorazione adeguata dei vasi e quindi bloccano l’afflusso dello stesso ai tessuti;</p>
<p>O ancora un atteggiamento posturale scorretto che ne limita il regolare scorrimento necessario a raggiungere i punti estremi del corpo umano.</p>
<h2>Parestesia del braccio</h2>
<h3>Come si manifesta</h3>
<p>Si è poc’anzi detto come i principali sintomi della parestesia possano comparire sotto forma di intorpidimento e in generale con una marcata e progressiva sensazione di perdita della sensibilità di un arto.</p>
<p>Nello specifico, la parestesia del braccio può manifestarsi dapprima con delle occasionali sensazioni di bruciore o in modo sibillino con dei pruriti non causati da fattori scatenanti esterni, come la puntura di un insetto o una reazione allergica a contatto con elementi.</p>
<p>Più diffusamente le avvisaglie riportate da tutti coloro ai quali viene accertata una parestesia al braccio, iniziano con dei formicolii che progressivamente acutizzano la sensazione di dolore, al punto da avvertire come degli spilli che pungono la pelle.</p>
<h3>I sintomi occasionali trascurati</h3>
<p>Riscontrare di essere affetti da parestesia al braccio, pone l&#8217;attenzione su indizi trascurati che inavvertitamente vengono attribuiti a concomitanze apparentemente casuali.</p>
<p>Lavori manuali che pongono sotto forte stress tensivo le braccia, come il lavoro svolto da un carpentiere o un muratore, arrecano indolenzimento delle stesse e successivamente si possono sviluppare delle patologie croniche che portano a progressivi <a href="http://www.neuravite.it/blog/nervo-periferico-infiammato/">stati infiammatori</a> o di dolore.</p>
<p>Ma quando le cause di improvvisi spasmi o fitte che giungono in momenti di inattività, come la notte, non sono riconducibili ad operazioni che hanno interessato un braccio, allora, con molta probabilità, siamo in presenza di una sintomatologia imputabile a parestesia.</p>
<p>Altri indizi avvaloranti l&#8217;ipotesi che si è in presenza di una parestesia del braccio sono quelle continue sensazioni di torpore dell’arto o, in generale, un senso di stanchezza e pesantezza che non ha fonte nelle operazioni svolte nel quotidiano.</p>
<h2>Concause della parestesia al braccio</h2>
<h3>Cervicalgia</h3>
<p>Fra le cause scatenanti della parestesia, che possono interessare un solo braccio o entrambi, una menzione particolare va rivolta ai casi clinici in cui si riscontra infiammazione del rachide cervicale.</p>
<p>Questa patologia è localizzata nella zona delle prime vertebre della colonna, e comporta un’infiammazione dei muscoli e dei legamenti che si innestano nelle ossa e che in essa sono ospitati.</p>
<p>Il conseguente irrigidimento del collo ha come naturale decorso un malessere generale nei movimenti che si protrae dai trapezi fin proprio alle braccia.</p>
<h3>Radicolite</h3>
<p>Una delle cause meno comuni di parestesia manifesta può essere riconducibile ad un’infiammazione a carico delle radici spinali, più comunemente conosciuta come radicolite.</p>
<p>Nell’anamnesi specifica che interessa la parestesia localizzata sugli arti superiori sarebbe più opportuno fare riferimento alle comuni nevriti, scatenate da elementi tossici dovuti all’abuso di sostanze alcoliche o contaminanti, come il piombo.</p>
<h3>Diabete</h3>
<p>Nei soggetti che ne accusano i sintomi o che ne soffrono in maniera latente e non manifesta, il diabete, come anche un marcato deficit di fattori nutrizionali, può essere causa di parestesia.</p>
<p>Se la parestesia è imputabile ad una polineuropatia, che ricordiamo essere bilaterale e simmetrica nel suo decorso, la sintomatologia classica è indicata da formicolii o improvvise sensazioni di bruciore.</p>
<p>Qualora ci si trovi in presenza di una diagnosi di mononeuropatia diabetica, diversamente, la parestesia potrà imputarsi a carico anche di un solo arto o di una parte di esso, ed accompagnarsi ad una progressiva intolleranza verso il glucosio.</p>
<h2>Individuazione temporale della parestesia</h2>
<h3>Giorno</h3>
<p>Un soggetto che nota degli episodi come quelli esposti, o che in generale registra delle anomalie nella sensibilità di un arto, ovvero una repentina forma di bruciore, dovrebbe distinguere se si manifestano a seguito di movimenti impropri o comunque sollecitazioni continue oppure non hanno origine da nessuno di questi accadimenti.</p>
<p>Le parestesie possono essere confuse con un’iniziale forma di infiammazione tendinea che si evidenzia in situazioni di stress a carico della parte e, verosimilmente, nelle prime fasi del giorno.</p>
<h3>Notte</h3>
<p>Una fase di riposo come quella in cui ci si trova nelle ore notturne, può scongiurare l’ipotesi di parestesia qualora si riesca ad avvertire un senso di sollievo dal dolore.</p>
<p>Ma se, contrariamente, lo stesso si ripresenta ad intervalli più o meno regolari, provocando fitte progressivamente acute, allora si pone come necessaria un’indagine approfondita tramite analisi medica.</p>
<h2>Come Accertare una parestesia</h2>
<h3>Diagnosi</h3>
<p>Come tutte le neuropatie sensitive, la parestesia viene diagnosticata quando uno o più presupposti di causa della patologia sono conclamati.</p>
<p>Lo screening medico provvederà ad accertare entità ed estensione della zona presa in esame, mediante esami appropriati e specifici come l’elettromiografia.</p>
<p>In prima istanza è quantomeno indispensabile appurare che la sintomatologia non sia riconducibile, come già accennato, a comportamenti posturali errati.</p>
<p>Se ad esempio si ha l’abitudine di tenere le braccia conserte e ad una altezza superiore al loro naturale posizionamento sul tronco, o se si sfrutta in maniera ripetitiva l’appoggio sui gomiti, esercitando dunque una pressione eccessiva a carico di bicipiti e tricipiti, è naturale accusare immediatamente un senso di pesantezza seguito da intorpidimento delle braccia stesse.</p>
<p>Un atteggiamento scoliotico quando si è riversi a scrivere o si è intenti ad utilizzare una tastiera di computer, può progressivamente accelerare la comparsa di parestesia.</p>
<p>Una visita neurologica approfondita insieme ad un’indagine radiografica del rachide cervicale e dell’encefalo, potranno scongiurare tutte le ipotesi relative ad una parestesia, che, è utile ricordare, ha un effetto irreversibile, quindi duraturo nel tempo.</p>
<h3>Cura</h3>
<p>La parestesia se sottovalutata e trascurata, e soprattutto non accertata in tempi brevi, può causare dei veri e propri deficit motori, riducendo il raggio di azione muscolare e portando ad una progressiva paralisi dell’arto.</p>
<p>In particolare per quanto concerne la parestesia del braccio, rappresenta nel tempo una patologia invalidante tale da non consentire di godere appieno di autosufficienza.</p>
<p>E’ oltremodo consigliabile affidarsi al parere medico di un neurologo senza attendere che la malattia possa indirizzarsi verso forme croniche e difficilmente curabili.</p>
<p>Una terapia farmacologica potrebbe prevedere una serie di rimedi fra cui immunosoppressori o immunoglobuline, oltre a delle cure anestetizzanti localizzate.</p>
<p>Ma l’anamnesi completa porterà alla conclusione di determinare anche dei cambiamenti radicali nello stile di vita a partire dall’alimentazione.</p>
<h2>Importanza della nutrizione nella prevenzione delle parestesie</h2>
<h3>Di cosa hanno bisogno le fibre nervose</h3>
<p>Abbiamo appurato, dunque, che la parestesia altro non è che una forma di neuropatia, e in quanto tale si configura come una lesione più o meno grave delle fibre nervose.</p>
<p>Tale lesione può sopraggiungere a seguito di diverse cause come traumi <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-da-compressione/">da compressione</a>, nel caso ad esempio del tunnel carpale, o avere origine acquisita come nel caso dell’abuso di alcool e sostanze tossiche.</p>
<p>Ma una delle cause più comuni e che può interessare soggetti di diversa età, in quanto fattore comune e imprescindibile per tutti, è l&#8217;alimentazione.</p>
<p>Noi tutti seguiamo regole alimentari, rigide o permissive, esagerate o esasperate, a seconda della nostra collocazione geografica, sociale o culturale, ma indistintamente non poniamo l’attenzione alle categorie di macronutrienti che possono fare la differenza nel prevenire diverse patologie, fra cui proprio la parestesia.</p>
<p>Le fibre nervose sono costituite da una guaina, detta mielinica, al cui danneggiamento seguono le sfortunate conseguenze che abbiamo sin qui elencato.</p>
<p>La guaina mielinica è composta basilarmente da grassi e proteine.</p>
<p>Per cui il bilanciamento di questi due imprescindibili costituenti nutrizionali è essenziale in una corretta alimentazione volta alla salvaguardia non solo delle fibre nervose, ma più in generale ad un corretto sviluppo osseo e muscolare e al loro continuo mantenimento.</p>
<h3>Un apporto vitaminico adeguato</h3>
<p>L’equilibrio glicemico del sangue, come tutti i processi metabolico-cellulari, è supportato dalla funzione delle vitamine.<br />
Il nostro organismo non è in grado di sintetizzarle in maniera autonoma, pertanto la loro presenza al suo interno deve essere garantita attraverso l’alimentazione.</p>
<p>Una carenza di vitamine del gruppo B ed E, ad esempio, può essere una delle cause di polineuropatia da <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-assonale/">degenerazione assonale</a>, e quindi ricondurre al concetto di parestesia.</p>
<p>Nello specifico la vitamina B12, conosciuta come cobalamina, gioca un ruolo fondamentale nella sintesi dell&#8217;emoglobina, nel metabolismo degli aminoacidi e nella produzione di globuli rossi, quindi una supplementazione coadiuva la cura di malattie nervose.</p>
<p>Spesso i deficit nutrizionali sono dovuti a regimi dietetici inappropriati o a patologie che interessano l’assorbimento a livello gastrico dei macronutrienti, per cui l’assunzione di un apporto adeguato di vitamine deve essere garantito chimicamente.</p>
<h2>Cosa può allontanare il pericolo di parestesia</h2>
<h3>Attività fisica</h3>
<p>Il nostro corpo in qualunque condizione fisica si trovi e qualunque sia la nostra età, ha bisogno di svolgere attività che gli consenta di mantenere un equilibrio neurofisico adeguato.</p>
<p>Tenuto conto delle abitudini sedentarie di gran parte della popolazione mondiale, non desta scalpore il dato che pone come malattia del secolo proprio il diabete, che colpisce in maniera incontrollabile giovani e anziani, di ogni ceto e cultura.</p>
<p>E sono ben note le conseguenze a livello neuropatico che un’insorgente intolleranza al glucosio può comportare.</p>
<p>Quindi, posto che ci si debba attenere a regole alimentari corrette, una sana attività fisica non può far altro che aiutare i naturali processi metabolici dell’organismo, senza esagerazioni e in merito alle reali esigenze del singolo caso.</p>
<p>In ultima analisi qualora vi sia la presenza accertata, da parte di accurate indagini diagnostiche, di una qualsiasi forma di neuropatia, come la parestesia, la suddetta attività deve essere sempre supervisionata da controllo medico, magari da un fisioterapista specializzato nella riabilitazione neuromotoria.</p>
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		<title>Polineuropatia demielinizzante</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/polineuropatia-demielinizzante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La polineuropatia demielinizzante, abbreviata con la sigla CIDP, è una malattia rara, di tipo sensitivo-motorio monofasica, ricorrente, cronica o progressiva caratterizzata da perdita di sensibilità, modifica nella risposta dei riflessi...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polineuropatia demielinizzante, abbreviata con la sigla CIDP, è una malattia rara, di tipo sensitivo-motorio monofasica, ricorrente, <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-cronica/">cronica</a> o progressiva caratterizzata da perdita di sensibilità, modifica nella risposta dei riflessi tendinei e aumento delle proteine all&#8217;interno del liquor cerebrospinale.</p>
<p>E&#8217; una tra le 100 diverse forme di neuropatie ad oggi conosciute e classificate.</p>
<p>Rientra nell&#8217;ambito delle malattie cosiddette <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatie-autoimmuni/">autoimmuni</a>, ovvero quelle in cui l&#8217;organismo non riconosce se stesso e quindi attacca i propri nervi e la relativa guaina mielinica provocando un&#8217;interruzione dell&#8217;assone con conseguente arresto del segnale nervoso.</p>
<h2>Diagnosi e decorso</h2>
<p>Sovente l&#8217;esordio è localizzato in mani o piedi per poi estendersi lungo gli arti e lo <a href="http://www.neuravite.it/blog/nervo-periferico-infiammato/">stato infiammatorio</a> genera formicolii e bruciori dovuti proprio allo stato di sofferenza del nervo.</p>
<p>Vista la tipologia dei sintomi ad essa associati, spesso viene confusa con la sclerosi multipla o la sclerosi laterale amiotrofica, pur avendo un esito prognostico decisamente migliore.</p>
<p>Per giungere ad una diagnosi di CIDP è necessario che il neurologo effettui una serie di esami mirati alla valutazione del caso oltre alla visita specialistica. In particolare appare opportuno menzionare sia il prelievo del liquor (puntura lombare), utile a valutare la presenza di proteine nello stesso, sia l&#8217;elettromiografia, necessaria per quantificare la funzionalità dei nervi.</p>
<p>Ulteriore esame che potrebbe essere richiesto è la risonanza magnetica nucleare (con o senza mezzo di contrasto), che potrebbe essere utile per valutare la presenza di aree infiammate e la loro localizzazione.</p>
<p>Tra le conseguenze di questa patologia possiamo annoverare la perdita di coordinazione, debolezza, perdita di sensibilità e crampi improvvisi.Ulteriore problematica associata alla polineuropatia è la riduzione del tono e volume muscolare in diretta conseguenza dell&#8217;interruzione assonale.</p>
<h2>Cause possibili</h2>
<p>Tra le varie cause teorizzate alla base di questa patologia, oltre a quelle di natura fisica, è stata anche ipotizzata una cronica carenza sul piano alimentare dovuta a una dieta povera di determinati nutrienti, come ad esempio quella strettamente vegana o vegetariana, che non consentono l&#8217;acquisizione di molti elementi non altrimenti assimilabili nè tanto meno producibili dall&#8217;organismo come ad esempio gli acidi grassi essenziali.</p>
<p>Per essere più dettagliati, si pensi alla necessità di un corretto apporto vitaminico, la cui mancanza pare essere proprio una delle cause scatenanti di alcune forme di polineuropatie.</p>
<p>Particolare attenzione andrebbe rivolta nel valutare e reintegrare i deficit vitaminici, soprattutto la vitamina b12, che è stato notato essere carente nella quasi totalità dei soggetti colpiti da polineuropatia demielinizzante.</p>
<p>Se tale reintegrazione non dovesse avvenire, a lungo andare si assisterebbe a un progressivo peggioramento delle condizioni del soggetto colpito, con conseguente incremento della disabilità.</p>
<h2>Terapie</h2>
<p>In genere se la diagnosi è tempestiva esistono buone possibilità di gestire in modo proficuo la malattia, garantendo al paziente una buona qualità della vita per un lungo periodo.</p>
<p>Ad oggi i trattamenti più comunemente utilizzati sono rivolti alla riduzione dello stato infiammatorio in primis e poi finalizzati a tenere sotto controllo la proliferazione degli agenti che attaccano le guaine mieliniche.</p>
<p>In casi di esordio o di attacchi acuti quindi viene spesso utilizzato il prednisone, corticosteroideo sintetico simile a quello prodotto dal corpo umano, generalmente per via orale o, nei casi più acuti, per via endovenosa. Va però considerato che l&#8217;assunzione prolungata di corticosteroidei potrebbe, nel tempo, portare effetti collaterali nocivi soprattutto a livello sistemico (problemi epatici, candidosi ecc).</p>
<p>Nella ricerca di una soluzione idonea a ridurre l&#8217;incidenza degli agenti patogeni e in un&#8217;ottica di miglioramento delle condizioni del paziente, si è quindi optato per l&#8217;uso per via endovenosa di immunoglobuline (proteine ematiche) in alte dosi ottenute da volontari umani sani o, in alternativa l&#8217;uso della plasmaferesi, con cui si mira a rimuovere le componenti nocive presenti nel sangue tramite il prelievo, l&#8217;eliminazione del plasma e la reintroduzione nel corpo del sangue depurato.</p>
<p>Ultima strada seguita per attenuare l&#8217;ingravescenza del decorso della patologia è l&#8217;uso di immunosoppressori per evitare che l&#8217;organismo produca ulteriori anticorpi dannosi e così arrestare o quantomeno rallentare il decorso della malattia.</p>
<p>Da uno studio comparativo si è potuto notare come in ogni caso, i pazienti trattati con corticosteroidi mantenessero uno stato di buona salute (assenza di ricadute) per un periodo più lungo rispetto a quelli che avevano ricevuto le immunoglobuline.</p>
<p>Al contrario, nei casi in cui si palesava l&#8217;efficacia delle immunoglobuline, queste si dimostravano più veloci nel consentire il recupero funzionale del paziente.</p>
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		<title>Polinevrite alcolica</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/polinevrite-alcolica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La polinevrite alcolica è una condizione patologica che interessa il sistema nervoso periferico ed è causata soprattutto dall&#8217;assunzione eccessiva di bevande alcoliche. L&#8217;infiammazione provocata da questa situazione morbosa può essere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La polinevrite alcolica è una condizione patologica che interessa il sistema nervoso periferico ed è causata soprattutto dall&#8217;assunzione eccessiva di bevande alcoliche.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11938" src="http://www.neuravite.it/wp-content/uploads/2017/12/neuropatia-alcolica-300x190.jpg" alt="polinevrite alcolica" width="300" height="190" />L&#8217;infiammazione provocata da questa situazione morbosa può essere molto pericolosa e dolorosa. Le parti del corpo interessate, generalmente gli arti inferiori, possono risultare perennemente intorpidite e non aiutare i normali movimenti effettuati quotidianamente.</p>
<p>Nella fase iniziale chi sta sviluppando una polinevrite alcolica potrebbe soffrire di un lieve dolore muscolare e articolare. Con il tempo e la progressione della malattia si può arrivare all&#8217;impossibilità di muoversi sino a sviluppare delle vere e proprie paralisi totali.</p>
<p>Il consumo di alcol influenza negativamente e favorisce la comparsa di questa infiammazione perché provoca uno stato di malnutrizione (dato soprattutto dai frequenti episodi di vomito/diarrea) con carenza di sostanze importanti come le vitamine B1, B6, B12 ed E, fondamentali per mantenere il sistema nervoso sempre in buona salute.</p>
<p>Per i pazienti affetti da polinevrite alcolica di tipo cronico possono essere presenti anche disturbi a livello psichico come stati di confusione, perdite di memoria, stati di agitazione, ecc.</p>
<h2>In che modo l&#8217;alcool influenza la comparsa di questa patologia</h2>
<p>L&#8217;alcol etilico influenza direttamente la salute dei nervi periferici, soprattutto se assunto in grandi quantità. Lo stato di ebbrezza comporta una disfunzione sia da parte degli impulsi che partono dal sistema nervoso centrale sia un malfunzionamento da parte delle parti periferiche in risposta a questi stimoli.</p>
<p>A lungo andare questo squilibrio può portare a problemi gravi come allo sviluppo di neuropatie croniche periferiche o all&#8217;insorgere della polinevrite alcolica.</p>
<p>Come già detto, l&#8217;espulsione del cibo in maniera &#8220;forzata&#8221; provoca uno status di malnutrizione, spesso anche moto grave, con la conseguente carenza delle vitamine del gruppo B, fondamentali per la salute del sistema nervoso periferico e centrale.</p>
<p>L&#8217;assunzione costante di alcool, inoltre, altera il sistema immunitario aumentando il rischio di contrarre e sviluppare malattie <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatie-autoimmuni/">autoimmuni</a>.</p>
<p>In condizioni simili, l&#8217;organismo ed il sistema immunitario agiscono anche contro cellule, organi e tessuti sani, andando a danneggiare, tra gli altri, anche i nervi.</p>
<h2>I principali sintomi di una polinevrite alcolica</h2>
<p>A seconda dei motivi che possono provocare una polinevrite alcolica, sono presenti anche differenti sintomi. Tra i principali troviamo senz&#8217;altro i forti dolori e bruciori muscolari soprattutto negli arti inferiori.</p>
<p>Talvolta possono presentarsi anche crampi e spasmi al polpaccio. I muscoli delle gambe appaiono deboli e spesso si hanno problemi di deambulazione e di sensibilità.</p>
<p>Anche il colore della pelle può venire influenzato negativamente assumendo un tono pallido e spendo. Per gli uomini possono presentarsi problemi a livello sessuale come la disfunzione erettile o addirittura l&#8217;impotenza cronica. Tra gli altri sintomi della polinevrite alcolica vi è anche un forte squilibrio nei valori della pressione sanguigna.</p>
<p>Alcuni casi di polinevrite alcolica possono essere totalmente asintomatici e quindi, in questo caso, la diagnosi può essere effettuata soltanto mediante appositi test ed esempi come lo studio elettrofisiologico.</p>
<h2>La prevenzione</h2>
<p>Una volta diagnosticata la polinevrite alcolica purtroppo si può fare ben poco se non procedere con una terapia a vita, dal momento che si tratta di una neuropatia non curabile.</p>
<p>Proprio per questa ragione la prevenzione riveste un ruolo fondamentale. Per evitare di sviluppare la patologia, innanzitutto, occorre eliminare o ridurre drasticamente il consumo di bevande alcoliche.</p>
<p>Questo nuovo stile di vita aiuterà a diminuire i rischi di sviluppare una polinevrite alcolica oltre a influenzare positivamente la salute generale di tutto l&#8217;organismo.</p>
<p>Assumere costantemente alimenti che contengono le vitamine del gruppo B e la vitamina E. Tra questi, ad esempio, la B1 e la B6 si trovano nella carne di maiale, nel pesce e nelle interiora. La B12, la più importate di tutte, invece, potete assumerla soltanto tramite alimenti di origine animale come la latte, formaggi freschi e stagionati, carne, pesce e uova.</p>
<p>Molte persone che seguono un regime dietetico privo di alimenti di origine animale, spesso, si trovano a far fronte ad una carenza di questa vitamina e ricorrono a dei pratici integratori da assumere regolarmente per sopperire a questa mancanza. Infine, la vitamina</p>
<p>E potete trovarla in oli vegetali e nella frutta secca. Seguire uno stile di vita sano e una regolare dieta composta da tutti gli alimenti presenti permette di avere un corretto equilibrio dei nutrienti e migliorare la salute dell&#8217;organismo.</p>
<p>Praticare regolarmente attività fisica può aiutare a contrastare la comparsa di problematiche legate al sistema nervoso, come neuropatie croniche o la stessa polinevrite alcolica.</p>
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		<title>Polineuropatia sensitivo motoria</title>
		<link>https://www.neuravite.it/blog/polineuropatia-sensitivo-motoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione NeuraVite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Neuropatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facente parte della famiglia delle polineuropatie, quella sensitivo motoria è un&#8217;affezione della capacità di muoversi o di percepire gli stimoli (sensibilità). Premesso che esistono 100 tipologie di neuropatie ad oggi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11942" src="http://www.neuravite.it/wp-content/uploads/2017/11/polineuropatia-sensitivo-motoria-300x200.jpg" alt="polineuropatia sensitivo motoria" width="300" height="200" />Facente parte della famiglia delle polineuropatie, quella sensitivo motoria è un&#8217;affezione della capacità di muoversi o di percepire gli stimoli (sensibilità).</p>
<p>Premesso che esistono 100 tipologie di neuropatie ad oggi classificate, è certamente opportuno cercare di avere una diagnosi il più precoce possibile per poter intervenire con buone possibilità di recupero funzionale e rallentamento del decorso della malattia.</p>
<p>Si tratta di un disturbo di carattere neurologico bilaterale che colpisce la guaina esterna dei nervi(guaina mielinica) e, a causa di una degenerazione della stessa, provoca l&#8217;interruzione dei segnali all&#8217;interno del sistema nervoso.</p>
<h2>Diagnosi</h2>
<p>La diagnosi generalmente avviene a seguito di una visita specialistica durante la quale il neurologo, dopo aver visitato la persona, procede ad una serie di esami, tra i quali spiccano l&#8217;elettromiografia(per valutare la conduttività dei nervi) e il controllo del liquido cerebro-rachidiano(prelievo del liquor tramite puntura lombare) per valutare la presenza di proteine marcatori della patologia.</p>
<p>Altro esame specialistico che può essere richiesto è la risonanza magnetica nucleare, con o senza mezzo di contrasto(RMN), in genere richiesto per valutare la presenza o meno di focolai di infiammazione.</p>
<p>In genere colpisce le persone in età adulta e può essere causata da vari fattori come <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-alcolica/">neuropatia alcolica</a>, neuropatia cronico infiammatoria, <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-diabetica/">neuropatia diabetica</a>, neuropatia farmaco dipendente, carenza vitaminica(b12 soprattutto), sindrome di Guillain Barre.</p>
<h2>Problematiche</h2>
<p>Le disfunzioni associate a questo tipo di patologia sono molteplici, tutte correlate alla disfunzionalità del sistema nervoso e generalmente possono essere riassunte in frequenti cadute, perdita di equilibrio, incapacità di percepire gli stimoli dolorosi, eccessiva sensibilità al caldo o al freddo, problemi di natura sessuale, incapacità di trattenere la vescica, stipsi o mancata percezione dello stimolo nell&#8217;evacuazione.</p>
<h2>Alimentazione</h2>
<p>Considerata l&#8217;importanza per chiunque di avere un&#8217;alimentazione sana e bilanciata, in questo caso a maggior ragione tenere d&#8217;occhio la propria dieta gioca un ruolo fondamentale per evitare la degenerazione di una patologia tanto complessa.</p>
<p>Si è osservato come nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti presentassero una situazione di carenza di vitamine, spesso cronica,integrando le quali si assisteva ad un miglioramento della sintomatologia.</p>
<p>Spesso il seguire regimi alimentari di tipo vegetariano o vegano(per non parlare di categoria più estreme come la dieta crudista) hanno generato disfunzioni e squilibri poi degenerati in neuropatie.</p>
<p>Ad oggi sono stati condotti studi mirati sul microbiota intestinale che hanno evidenziato come un&#8217;alterazione della flora batterica intestinale fosse all&#8217;origine di molte malattie <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatia-degenerativa/">degenerative</a>.</p>
<p>In caso di neuropatie, sovente la causa del problema è da individuare in carenze di nutrienti come gli acidi grassi (omega 3 e 6), oppure gravi carenze vitaminiche, la cui reintegrazione costituisce il primo passo verso un buon recupero per il paziente.</p>
<h2>Terapie</h2>
<p>Al momento, se viene fatta una diagnosi accurata, è possibile migliorare le problematiche legate alla neuropatia sensitivo motoria, purché se ne rimuovano le problematiche scatenanti.</p>
<p>Evidentemente se la causa è un&#8217;esposizione a metalli pesanti bisognerà anzitutto eliminarli dall&#8217;area di influenza del paziente prima di poter assistere ad un recupero.Stesso discorso vale per alcol e cibi ricchi di zuccheri, che potrebbero addirittura indurre in altri tipi di complicazioni, come ad esempio il diabete(sempre che non sia già la causa scatenante della neuropatia stessa).</p>
<p>In genere l&#8217;uso di antidolorifici è inutile, visto che gli unici farmaci che paiono avere una funzionalità nella gestione dei dolori da neuropatie sensitivo motorie sono quelli appartenenti alla famiglia degli antiepilettici, antidepressivi, oppioidi o capsaicina.</p>
<p>In ogni caso, per agevolare recupero e guarigione, vengono generalmente consigliate sedute di fisioterapia, terapia occupazionale, ginnastica posturale.</p>
<p>A livello farmacologico, se è riscontrata una causa <a href="http://www.neuravite.it/blog/neuropatie-autoimmuni/">autoimmune</a> al problema, il neurologo potrà suggerire una serie di scelte, in genere rivolte a ridurre la proliferazione degli anticorpi responsabili della degenerazione indotta dalla malattia.<br />
In generale nei casi di episodi acuti viene scelto l&#8217;uso di prednisone, per via orale o endovenosa a seconda della gravità dei sintomi.</p>
<p>Solo nei casi in cui non si riesca a risolvere la sintomatologia allora si potrà procedere a ulteriori accertamenti per verificare la presenza di altri tipi di patologie per valutare quali farmaci adottare (immunomodulanti o immunosoppressori).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.neuravite.it/blog/polineuropatia-sensitivo-motoria/">Polineuropatia sensitivo motoria</a> proviene da <a href="https://www.neuravite.it">NeuraVite</a>.</p>
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